Cessione del credito

Le spese che rientrano nel beneficio fiscale sono quelle relative alle prestazioni professionali dell’installatore che effettua il lavoro; invece, le spese di gestione pratica non sono agevolabili. Pertanto, il recupero di tali costi può avvenire unicamente addebitandolo al cliente.

No, bisogna caricare tutti i documenti, sia di inizio che di fine lavori. Solo quando sarà tutto completato, Praesidium prenderà in carico la pratica ed inizierà con l’analisi per la cessione del credito ad Illimity Bank. Qualsiasi richiesta può essere fatta per mezzo della bacheca, presente in ogni progetto. É anche possibile aprire un ticket oppure scrivere a [email protected]

Sì, a partire da Giugno 2021 la banca acquisirà i crediti maturati solo al superamento della soglia dei 3.000 €. Se tale importo non viene raggiunto nel mese, allora contribuirà ai crediti del mese successivo, sino al raggiungimento del minimo di 3.000 €.

Questo cambiamento non va ad incidere sull’accreditamento già avvenuto con Illimity bank.

Quando si comunica lo sconto in fattura all’Agenzia delle Entrate, avviene il passaggio del credito finale dal beneficiario all’impresa; a questo punto, l’intermediario o chi per esso, procederà al trasferimento del credito finale dall’impresa alla banca.

Beneficiario con Partita IVA

– A chi bisogna intestare la pratica?

– Si possono fare più fatture al cliente?

– La prima fattura di acconto pari al 50% con relativo bonifico e la seconda a fine lavori con altro bonifico?

Uno dei requisiti necessari per ottenere l’agevolazione è la presenza di un titolo di possesso/detenzione dell’immobile; pertanto, se la società che gestisce la struttura ha un titolo regolare di detenzione dell’immobile, la pratica può essere intestata ad essa. Verrà richiesta una dichiarazione di consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione dei lavori.

Nel portale Leader110, nella sezione Documenti dei progetti condivisi con Praesidium, è disponibile un facsimile della fattura di acconto e della fattura di saldo. La fattura di acconto non rientra tra i benefici agevolabili, quindi la quota anticipata dal committente può essere relativa solo a quella che viene pagata con bonifico parlante. Le diciture in fattura restano le medesime, ciò che cambia è la modalità di pagamento: bonifico anticipato per la parte non agevolata e pagamento con sconto in fattura per il resto.

La discriminante è l’unità immobiliare: il limite massimo di spesa per ogni unità immobiliare è di 30.000 euro.  Nel caso si vogliano sostituire 4 generatori di calore nell’azienda, la massima detrazione ammessa è sempre 30.000 euro.

L’effetto fondamentale del reverse charge è lo spostamento del carico tributario IVA dal venditore all’acquirente, con conseguente pagamento dell’imposta da parte di quest’ultimo.

Se il beneficiario è partita IVA e l’immobile è immobile merce (magazzini) o strumentale (utilizzati per esercizio d’impresa), è possibile applicare il reverse charge. In questo caso, il 65% dell’ECOBONUS si calcola solo sull’imponibile: quindi anche lo sconto in fattura deve riguardare il 65% del solo imponibile.

Tipologia di Bonus

Clicca qui per capire a quale bonus puoi accedere: Ecobonus o Bonus Casa (Scarica il pdf)

(nella guida dell’agenzia delle entrate potrete trovare il dettaglio per verificare requisiti e criteri)

La “nuova” installazione di un impianto fotovoltaico e di una colonnina di ricarica rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria per i quali si può usufruire del Bonus Casa, ovvero detrazione del 50% (indicata nell’art. 16-bis del Tuir, comma 1, lettera b) del D.P.R. n.917/1986).

Sì, installare un impianto a pompa di calore nel proprio appartamento risulta un’operazione agevolabile. Questo caso rientra nella detrazione al 50% del Bonus Casa.

Sono ammessi gli interventi di sostituzione integrale o parziale di impianti termici con impianti dotati di caldaie a condensazione e/o pompe di calore ad alta efficienza.
Se l’intervento assicura:
1) Un risparmio di energia (dimostrato da una relazione asseverata da parte di un tecnico abilitato) almeno pari a quello che si avrebbe con la sostituzione della caldaia esistente con una a condensazione
2) Che le pompe di calore posseggano i requisiti tecnici indispensabili per usufruire delle detrazioni
Allora l’intervento descritto è agevolabile con l’Ecobonus al 65%.

Sì è possibile, l’iva da applicare al bene sarà al 22%. I documenti richiesti sono sempre gli stessi, ad eccezione della dichiarazione requisiti tecnici, del libretto di impianto, della dichiarazione di conformità e della comunicazione Enea, che saranno rilasciati successivamente dall’installatore e non sono quindi da caricare sul portale.

La “sostituzione” di un condizionatore con uno nuovo a pompa di calore, mantenendo la caldaia come fonte primaria di calore, rientra nel Bonuscasa 50%.
Lo stesso intervento potrebbe rientrare nell’Ecobonus 65% se e solamente se la pompa di calore installata va a sostituire la fonte primaria di calore.

In caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con un impianto dotato di caldaia a condensazione, avente efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, e dotato anche di sistemi di termoregolazione evoluti, è riconosciuta la detrazione del 65% (Ecobonus).

Se invece la sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente avviene con un impianto dotato di caldaia a condensazione, avente efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, ma senza i sistemi di termoregolazione evoluti, la detrazione Ecobonus si riduce al 50%.

La “nuova” installazione di un condizionatore, che deve essere necessariamente a pompa di calore su immobili residenziali, trattandosi di un impianto che di fatto può effettuare anche una climatizzazione invernale, rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria per i quali si può usufruire del Bonus Casa, ovvero detrazione del 50% (indicata nell’art. 16-bis del Tuir, comma 1, lettera b) del D.P.R. n.917/1986).

La nuova installazione di condizionatori rientra nel Bonus Casa (16-bis del Tuir) con percentuale di detrazione del 50%. Se il cliente ha già effettuato lavori raggiungendo il limite di spesa massimo di 96.000€, l’intervento non può rientrare nell’agevolazione.

Massimali

Per gli interventi in cui l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore, il prezzo contenuto in fattura deve rispettare il massimale di costo contenuto nell’allegato I del 5 Ottobre 2020 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Nel caso di sostituzione di impianto di riscaldamento condominiale, la detrazione massima è di 30.000 € per unità immobiliare.

Verifiche sul cliente finale

Sì, è ammesso il compromesso come titolo di proprietà.

Se l’intervento previsto non è stato effettuato durante inizio/fine lavori della CILA è comunque possibile accedere all’agevolazione indicando come titolo abilitativo l’Edilizia libera nell’autocertificazione del committente.

Caso 1: comproprietari di un immobile su cui effettuare un intervento con detrazione al 65%. Solo uno dei due ha codice fiscale italiano.

Caso 2: Il proprietario dell’immobile non in possesso di codice fiscale italiano, avente coniuge italiano, vuole effettuare un intervento con detrazione al 50%.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti che sono soggetti all’Irpef, residenti o meno in Italia; è poi necessario un codice fiscale  italiano per effettuare la comunicazione Ade.

Caso 1: É necessario che tutta la documentazione sia intestata al soggetto possessore di codice fiscale italiano.

Caso 2: È necessario che tutta la documentazione sia intestata al coniuge italiano, purché sostenga le spese e sia intestatario di fatture e bonifici parlanti. Sarà anche necessario richiedere al proprietario il consenso all’esecuzione dei lavori mediante un modulo autocertificativo.

No, applicando lo sconto in fattura non è necessario verificare la capienza fiscale del beneficiario. Tuttavia, è necessario che il beneficiario sia titolare di un reddito; se poi è privo di reddito ma proprietario dell’immobile, in quanto titolare del reddito fondiario può usufruire dello sconto in fattura.

Il cliente finale non deve fornire le proprie credenziali per poter cedere il credito: sarà l’impresa a dover fornire le proprie credenziali alla banca. Nel caso di cessione del credito ad Illimity bank, è sufficiente attenersi alla procedura definita.

Fattura

Nel portale, nella sezione Documenti dei progetti condivisi con Praesidium, è disponibile un Fac-simile della fattura di acconto e della fattura di saldo. La fattura di acconto non rientra tra i benefici agevolabili, quindi la quota anticipata dal committente può essere relativa solo a quella che viene pagata con bonifico parlante. Le diciture in fattura restano le medesime, ciò che cambia è la modalità di pagamento: bonifico anticipato per la parte non agevolata e pagamento con sconto in fattura per il resto.

Sì, è possibile. Si può dividere l’importo della fattura di acconto in più fatture, con relativi bonifici

Basta poi fare una fattura di saldo alla fine in cui si applica lo sconto; per quest’ultima fattura di saldo, il netto da pagare sarà chiaramente uguale a zero.

Esempio: Il totale dei lavori è 10.000 €, con detrazione al 50%: 5.000 € da far pagare al cliente e 5.000 € da scontare.
É possibile fare come segue:
1) Fattura di acconto da 2.500 €;
2) Altra fattura di acconto da 2.500 €;
3) Fattura di saldo da 5.000 € (pari allo sconto quindi netto a pagare 0 €).

Nel portale, nella sezione Documenti dei progetti condivisi con Praesidium, è disponibile un Fac-simile della fattura di acconto e della fattura di saldo.

Il cliente può fare più bonifici solamente se riferiti ad una fattura di acconto, inoltre devono essere specificate nelle modalità di pagamento le varie scadenze ed i bonifici devono essere parlanti.

La fattura e quindi il relativo pagamento possono includere entrambi gli interventi poiché l’agevolazione è la stessa, evidenziando voce per voce (bene significativo, ecc…) secondo fac-simile caricato sul portale.

Se il valore della manodopera utilizzata è maggiore di quello del bene significativo, in questo caso specifico l’iva al 10% si può applicare al totale dell’intervento, specificando comunque nella fattura il valore del bene significativo.

No, la fattura e il bonifico parlante devono riferirsi all’intervento specifico e quindi devono essere distinte, poiché le agevolazioni sono diverse.

Documenti richiesti

Basta allegare uno dei due documenti. Per caldaie a condensazione <100Kw, pompe di calore <15 KW o sistemi di Building Automation, la certificazione del produttore sostituisce l’asseverazione del tecnico abilitato ed è scaricabile dal sito del produttore.

Sì, è possibile, è comunque necessario verificare nella delibera regionale che il contributo possa essere utilizzato per interventi che prevedono un’agevolazione.

I documenti sono gli stessi, sarà necessario fornire anche la dichiarazione di consenso del proprietario.

Possono essere cumulativi, purché da tali documenti si evinca il nome/cantiere dei vari beneficiari e i relativi importi.

Sì, è disponibile nel campo “Contratto di subappalto” a titolo di esempio.

La detrazione spetta anche al familiare del proprietario dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, purché sia convivente, sostenga le spese ed abbia un reddito. È stato precisato che per “familiari” si intendono (a norma dell’articolo 5, comma 5, del TUIR) il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. I documenti aggiuntivi che saranno richiesti sono due, lo stato di famiglia e una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, in cui si dichiari la convivenza e la presenza di un reddito.

No. In quel caso viene fatta dall’asseveratore.

Il documento richiesto è la scansione del libretto di impianto opportunamente compilato, dalla prima all’ultima pagina.

La scansione dell’intero libretto di impianto è sempre richiesta, eccetto per i seguenti interventi rientranti nell’agevolazione Bonus casa 50%:

•   installazione di climatizzatori con potenza inferiore a 12 KW oppure con contenuto gas refrigerante inferiore alle 5 tonnellate equivalenti CO2;

•   caldaie con potenza inferiore a 5 KW

Ricorrendo a imprese terze per l’installazione (subappaltatori), il modulo requisiti tecnici sarà compilato dall’azienda che esegue l’installazione e produce il libretto di impianto. Sul portale bisognerà caricare anche i documenti relativi ai subappaltatori (contratto, fatture e pagamenti).

         Sì, per questo tipo di intervento è prevista la comunicazione Enea

In queste FAQ

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