Un cliente ha chiuso una CILA da poco. In questi lavori era inserita anche la predisposizione dell’impianto di condizionamento. Ora chiede lo sconto in fattura per l’installazione del condizionatore. È possibile?

Se l’intervento previsto non è stato effettuato durante inizio/fine lavori della CILA è comunque possibile accedere all’agevolazione indicando come titolo abilitativo l’Edilizia libera nell’autocertificazione del committente.

Un albergo dovrebbe sostituire gli split di alcune camere, è possibile applicare l’agevolazione Ecobonus 65% con sconto in fattura?

Se il caso in questione rientra nei requisiti previsti dalla normativa sia in termini di fattibilità sia in termini di tipologia di impianto installato, allora è possibile.

È possibile applicare lo sconto in fattura per il 50% (Bonus casa), per la sola fornitura impianto senza la posa in opera? Quali documenti bisogna presentare?

Sì è possibile, l’iva da applicare al bene sarà al 22%. I documenti richiesti al rivenditore sono sempre gli stessi visibili nel portale, ad eccezione della “dichiarazione requisiti tecnici”, del libretto di impianto, della dichiarazione di conformità e della comunicazione Enea che dovranno essere rilasciati successivamente dall’installatore e non sono quindi da caricare sul portale.

L’installazione del condizionatore in quale agevolazione rientra? Può accedere allo sconto in fattura?

La “nuova” installazione di un condizionatore, che deve essere necessariamente a pompa di calore, su immobili residenziali, trattandosi di un impianto che di fatto può effettuare anche una climatizzazione invernale, rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria per i quali si può usufruire della detrazione Irpef del 50% indicata nell’art. 16-bis del Tuir, comma 1, lettera b) del D.P.R. n.917/1986 (cosiddetto Bonus Casa).

Ai sensi dell’art.121, comma 2, lettera a) del D.L. n.34/2020 l’opzione per lo sconto in fattura può essere esercitata anche per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del D.P.R. n.917/1986.

Ne consegue che l’opzione per lo sconto in fattura è estesa anche all’installazione di condizionatori.

La “sostituzione” degli impianti di climatizzazione invernale configura, invece, un intervento di riqualificazione energetica agevolabile al 65% ai sensi della Legge 296/2006 – art. 1 commi 344-345-346-347. (cosiddetto Ecobonus).

Pertanto, in caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con un impianto dotato di caldaia a condensazione, avente efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, e dotato anche di sistemi di termoregolazione evoluti, è riconosciuta la detrazione del 65%.

Qualora invece, la sostituzione dell’impianto esistente avvenga con un impianto dotato solo di caldaia a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, ma senza i sistemi di termoregolazione evoluta, la detrazione Ecobonus si riduce al 50%.

Invece, in caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con un impianto dotato di pompa di calore, avente coefficiente di prestazione COP/GUE e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, l’indice di efficienza energetica (EER) maggiore o uguale ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato F al D.M. 6.08.2020, la detrazione Ecobonus spettante è del 65%.

Ai sensi dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Decreto Rilancio), i soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese anche per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, per lo sconto in fattura.

Un cliente ha raggiunto il limite di spesa massimo di 96.000 € per un intervento di ristrutturazione edilizia sulla sua unità abitativa (art.16 bis). Dovrebbe inoltre, installare un impianto di climatizzazione che non sostituisce un impianto esistente. In che bonus rientra quest’ultimo intervento?

La nuova installazione di condizionatori rientra nel Bonus Casa (16-bis del Tuir) con percentuale di detrazione del 50%. Se il cliente ha già effettuato lavori raggiungendo il limite di spesa massimo di 96.000, l’intervento non può rientrare nell’agevolazione.

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