Il cliente chiede la possibilità di pagare in 2/3 rate (impianto con ecobonus/ bonuscasa sconto in fattura) è possibile o deve fare bonifico in un’unica soluzione?

Il cliente può fare più bonifici, a patto che specifichi nelle modalità di pagamento le varie scadenze e che i bonifici siano parlanti.

Un cliente ha appena firmato il compromesso per l’acquisto della casa. Il rogito sarà a luglio. Vuole portarsi avanti e cominciare a fermare le macchine per l’impianto di condizionamento vorrebbe richiedere anche lo sconto in fattura. Accettate il compromesso come titolo di proprietà? Oppure dobbiamo per forza aspettare il rogito?

Sì, è ammesso il contratto preliminare di acquisto registrato con immissione in possesso.

Un cliente ha chiuso una CILA da poco. In questi lavori era inserita anche la predisposizione dell’impianto di condizionamento. Ora chiede lo sconto in fattura per l’installazione del condizionatore. È possibile?

Se l’intervento previsto non è stato effettuato durante inizio/fine lavori della CILA è comunque possibile accedere all’agevolazione indicando come titolo abilitativo l’Edilizia libera nell’autocertificazione del committente.

Il beneficiario della detrazione e che quindi sosterrà le spese e a cui saranno intestati tutti i documenti è il marito della proprietaria dell’immobile. Si specifica che il cliente non è residente nell’immobile in cui verranno effettuati i lavori. In questo caso occorrono documenti particolari?

La detrazione spetta anche al familiare del possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, purché sia convivente, sostenga le spese ed abbia un reddito. È stato precisato che per “familiari”, s’intendono, a norma dell’articolo 5, comma 5, del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. I requisiti per fruire della detrazione quindi in questo caso sono: il titolo che attesta la disponibilità dell’immobile e la convivenza che deve sussistere fin dal momento in cui iniziano i lavori. Quindi i documenti aggiuntivi che saranno richiesti sono lo stato di famiglia e una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si dichiari la convivenza e la presenza di un reddito.

Nei casi seguenti è possibile ottenere le agevolazioni?

Caso 1: comproprietari di un immobile su cui effettuare un intervento con detrazione al 65%. Solo uno dei due ha codice fiscale italiano.

Caso 2: Il proprietario dell’immobile non in possesso di codice fiscale italiano, avente coniuge italiano, vuole effettuare un intervento con detrazione al 50%.

Premesso che possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato e che è necessario un codice fiscale italiano per effettuare la comunicazione Ade, possiamo consigliare

Risposta Caso 1: che tutta la documentazione della pratica sia intestata al soggetto possessore di codice fiscale italiano, in quanto per fare la comunicazione all’Ade è necessario avere un codice fiscale di riferimento.

Risposta Caso 2: che tutta la documentazione della pratica sia intestata al coniuge italiano, purché sostenga le spese e sia intestatario di fatture e bonifici parlanti. Nello specifico caso, sarà necessario richiedere al proprietario il consenso all’esecuzione dei lavori mediante apposito modulo autocertificativo.

Un cliente ha fatto ristrutturazione radicale della casa nel 2019 e ha superato la quota detraibile dei 96.000€. Considerando che sono passati 2 anni, l’importo che ha sforato i massimali si può detrarre oggi?

No, non si può.

È necessario verificare la capienza fiscale del cliente finale? Viene verificata automaticamente quando si compila il modulo per effettuare la cessione del credito?

No, applicando lo sconto in fattura non è necessario verificare la capienza fiscale del beneficiario poiché questa modalità non prevede un rimborso diretto delle spese sostenute, condizione per la quale il limite massimo annuale detraibile sarebbe determinato dalla capienza IRPEF. Tuttavia la condizione necessaria è che il beneficiario sia titolare di un reddito. Si precisa che anche coloro privi di reddito ma proprietari dell’immobile, in quanto titolari del reddito fondiario derivante dall’immobile, possono usufruire dello sconto in fattura.

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