Il cliente chiede la possibilità di pagare in 2/3 rate (impianto con ecobonus/ bonuscasa sconto in fattura) è possibile o deve fare bonifico in un’unica soluzione?

Il cliente può fare più bonifici, a patto che specifichi nelle modalità di pagamento le varie scadenze e che i bonifici siano parlanti.

Quali diciture deve avere la fattura con sconto in fattura?

È possibile scaricare un fac simile di fattura e bonifico, nei progetti condivisi con Praesidium (intermediario della bnaca illimity), nella sezione Documenti -> Fine lavori, nel campo: Guida alla compilazione di fattura e bonifico parlante & Facsimile fattura

Dovremmo realizzare un impianto ad un cliente con partita Iva (struttura alberghiera) e avremmo necessità di alcuni chiarimenti in merito. La proprietà dell’immobile non gestisce direttamente, la struttura è gestita da un’altra società

– A chi bisogna intestare la pratica?

– Si possono fare più fatture al cliente?

– La prima fattura di acconto pari al 50% con relativo bonifico e la seconda a fine lavori con altro bonifico?

Premesso che uno dei requisiti necessari per ottenere l’agevolazione, sia la presenza di un titolo di possesso/detenzione dell’immobile, ad esempio un contratto di locazione dell’immobile, l’agevolazione spetta a colui che sostiene le spese. Pertanto se la società che gestisce la struttura ha un titolo regolare di detenzione dell’immobile, la pratica può essere intestata ad essa. Verrà richiesta una dichiarazione di consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione dei lavori.

La fattura di acconto non rientra tra i benefici agevolabili, se con tale termine si intende un anticipo dei pagamenti a carico del committente prima dell’inizio dei lavori, in quanto la normativa prevede lo sconto in fattura o la cessione del credito maturato solo per lavori effettivamente eseguiti, ossia per Stati di Avanzamento Lavori (cosiddetti SAL). Pertanto la quota parte di pagamenti anticipata dal committente (prima dell’inizio dei lavori) può essere relativa solo a quella che viene pagata con bonifico parlante. È presente sul portale un esempio di fattura di acconto e saldo nella sezione fine lavori.

In caso di pratica con sconto in fattura del 50% per realizzazione impianto di climatizzazione rifacimento dei bagni occorrerà fare un’unica fattura e quindi un unico bonifico o due fatture distinte, una per il climatizzatore e una per il rifacimento dei bagni con due bonifici?

La fattura e quindi il relativo pagamento possono includere entrambi gli interventi poiché l’agevolazione è la stessa, evidenziando voce per voce (bene significativo, ecc…) secondo fac-simile caricato sul portale.

Quali diciture deve avere la fattura di acconto per poter usufruire dello sconto in fattura?

Nel portale, nella sezione Documenti dei progetti condivisi con Praesidium, è disponibile un Fac simile della fattura di acconto e della fattura di saldo.

La fattura di acconto non rientra tra i benefici agevolabili, se con tale termine si intende un anticipo dei pagamenti a carico del committente prima dell’inizio dei lavori, in quanto la normativa prevede lo sconto in fattura o la cessione del credito maturato solo per lavori effettivamente eseguiti, ossia per Stati di Avanzamento Lavori (cosiddetti SAL). Pertanto la quota parte di pagamenti anticipata dal committente (prima dell’inizio dei lavori) può essere relativa solo a quella che viene pagata con bonifico parlante. Le diciture in fattura restano le medesime ciò che cambia è la modalità di pagamento: bonifico anticipato per la parte non agevolata e pagamento con sconto in fattura per il resto.

Le spese di gestione pratica per la cessione del credito sono agevolabili?

Le spese ammesse al beneficio fiscale sono quelle relative alle prestazioni professionali dell’installatore che effettua il lavoro e alle spese sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta (portale ENEA, relazione ex legge 10 eventuale, ecc.), invece le spese di gestione pratica strumentali alla gestione del credito fiscale non rientrano tra i costi agevolabili. Pertanto il recupero di tali oneri può avvenire unicamente addebitandolo al cliente.

Due interventi eseguiti sulla stessa abitazione ma rientranti in agevolazioni differenti possono essere inclusi nella stessa fattura?

No, la fattura e il bonifico parlante devono riferirsi all’intervento specifico e quindi devono essere distinte, poiché le agevolazioni sono diverse.

Per redigere correttamente l’offerta e la relativa fattura è necessario rispettare gli importi massimali indicati nell’allegato I del 5 Ottobre 2020 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana?

Per gli interventi in cui l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore allora il prezzo contenuto in fattura deve rispettare il massimale di costo contenuto nell’allegato I del 5 Ottobre 2020 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Se il destinatario della fattura è un soggetto con partita IVA (persona giuridica) è possibile emetterla in reverse charge?

Laddove ci siano le caratteristiche, l’impresa farà fatture in reverse charge e l’IVA seguirà l’ordinaria strada delle liquidazioni IVA. L’attenzione deve ricadere sul fatto che devono ritenersi escluse dal reverse charge le forniture di beni con posa in opera marginale rispetto al bene, (ad esempio il solo posizionamento del bene) in quanto tali operazioni, ai fini IVA, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi.

Il reverse charge è un metodo di versamento dell’IVA e prescinde dall’utilizzo dell’ECOBONUS. Il reverse charge (c.d. “inversione contabile”) è un particolare metodo di applicazione dell’IVA che consente di effettuare l’inversione contabile della suddetta imposta direttamente sul destinatario della cessione del bene o della prestazione di servizio, anziché sul cedente. L’effetto fondamentale del reverse charge è, dunque, lo spostamento del carico tributario IVA dal venditore all’acquirente, con conseguente pagamento dell’imposta da parte di quest’ultimo: l’onere IVA si sposta.

Se il committente è partita IVA e l’immobile è immobile merce (magazzini) o strumentale (utilizzati per esercizio d’impresa) è possibile applicare il reverse charge. In questo caso il 65% dell’ECOBONUS si calcola sul solo imponibile. Di conseguenza lo sconto in fattura deve riguardare il 65% del solo imponibile.

Tuttavia, se la spesa non è detraibile poiché l’intervento non è svolto su un immobile merce o strumentale (nel caso di un professionista con partita IVA che esegue dei lavori sulla propria abitazione) non è applicabile il reverse charge, quindi il 65% dell’Ecobonus si calcola sul totale della fattura, Ivata al 22%.

In caso di ristrutturazione dell’immobile ed installazione di un bene significativo (es. caldaia a condensazione) si può applicare l’iva agevolata al 10% al totale dell’intervento?

Premesso che in caso di bene significativo, l’Iva ridotta al 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione di servizi, presumendo che in caso di ristrutturazione dell’immobile il valore della manodopera sia maggiore di quello del bene significativo, solo in questo caso specifico l’iva agevolata al 10% si può applicare al totale dell’intervento, specificando comunque in fattura il valore del bene significativo.

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